Archive for ‘crisi’

agosto 16, 2013

Il mio nuovo inizio

A settembre riprenderò a scrivere, ritornerò più carica e felice di prima.

 

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luglio 23, 2012

Spiritually

Quel che hai perso non sai
poi se lo ritroverai …

Spirituality

Alla lunga non puoi fingere di non avere un’anima. 
Una decisione presa è una decisione che devi portare avanti, è come una promessa che fatta a te stessa vale il doppio.
…perché c’è in ballo la tua dignità  e proprio a lei non devi dire no!

Ma non è colpa mia, non posso fare altro che soddisfare i miei desideri; che tanto l’essere ostinati e masochisti a me ha sempre portato ad avere sofferenze doppie.
E poi per cosa?
Non ne vale mai la pena, né quando resisti ad oltranza pur se non dovresti farlo, nè quando eviti di mandare tutto a quel paese per riprendere in mano la tua vera vita.
Non ne vale la pena. 
Nemmeno quest’ennesima volta.

luglio 14, 2012

Stordimento cronico

Mi confondo.
Respiro aspettando che passi questo stordimento.
Poi parto, e mi sembra di vivere un’altra vita.
Di quelle più serene e senza ostacoli, di quelle in cui non devo far vedere per forza chi sono. Si tratta solo di qualche giorno, ma aiuta.

Ritorno a casa e mi confondo di nuovo.
Perché ogni giorno sono chiusa in una vita che non è la mia.
Una vita che mi si incolla [troppo appiccicosa] in tutto il corpo e che mi impedisce di passeggiare tra le strade del mio amato paese con gli occhi della passione.
Quella passione che continua a far parte di me, che è solo repressa dentro.

Poi capita che una casa editrice mi regala un libro appena uscito in libreria.
Mi confondo ancora una volta.
É come un martellare dentro la mia testa, che mi dice “fallo, ce la puoi fare”.

Prima o poi la mia vita deve cambiare veramente, altrimenti questo fuoco che ho dentro non mi lascerà più in pace!

aprile 12, 2012

Se Heidi perde la pazienza

Aspettare che passi.

… perché quando si è nel pieno di una fase di cambiamento [e se in questa fase di cambiamento ci sei dentro fino a sentirti sommersa, confusa e inerme] non puoi fare niente.
Trascorri le giornate in attesa di un segnale, di un aiuto da parte di una persona cara che ti conosce bene, attendi una parola di conforto.

E anche se tutto dipende da me io non sono ancora pronta. Ho pensato tante volte di scrivere per consolazione, ma non sapevo come farlo. Le parole non erano mai abbastanza. Il peso che sento non riesco a sconfiggerlo e mi sembra di lottare contro qualcosa che non ha una soluzione.
Mi accorgo che l’unica decisione sensata che potrei prendere in questo momento è quella di andarmene e lasciar perdere.

… perché non si può lavorare nove ore al giorno con persone che si mettono in competizione con te solo perché hai una laurea e un cervello migliore di quello che hanno loro. Non si può lavorare con persone che ogni giorno hanno un carattere diverso, un pensiero completamente opposto a quello del giorno prima, con chi sfoga le proprie frustrazioni sugli altri perché appaiono sereni ed equilibrati.
Si tratta di una lotta contro il tempo e mi chiedo quanto resisterò.
E non è colpa mia se ho costruito tante belle cose, se le persone mi vogliono bene. Questo non può essere un peso. Non è una colpa essere amata e stimata. Sono stanca di sentire commenti cinici e invidiosi sul mio stile di vita, così come sono stanca di essere sgridata per qualcosa che non ho fatto. Sono stanca di stare a contatto con gente che parla sempre degli altri senza farsi un esame di coscienza, con gente ottusa che crede di avere una posizione ed è convinta di poter esercitare su di me un qualsiasi potere. Non ho studiato per farmi zittire e comandare a bacchetta come se fossimo ai tempi del fascismo, non sono obbligata a stare in silenzio.

Non sono più capace di stare a contatto con persone mediocri e superficiali che sfogano la loro insoddisfazione su di me. Non sono più capace di andare avanti e stringere i denti con il sorriso.
Di ascoltare in silenzio.
Di fare spallucce alle provocazioni.
Di doverla pensare per forza come gli altri.

La mia vita la vivo diversamente e non voglio confondermi con certi meccanismi malsani. Non ho più voglia di essere chiamata Heidi da persone che non sanno nulla di me.
È arrivata l’ora di tirarsela.

settembre 17, 2011

Aspetto la rinascita

Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita.

Philip Roth

Non dimentico di avere un blog su cui posso parlare liberamente di me. Spesso non scrivo proprio per questo. E’ molto più semplice fare finta di niente, lasciare perdere, non ricordare quanto le giornate siano piene di cose da dire. Non scrivo perchè significherebbe lasciare una traccia indelebile di questa mia nuova vita.

Aspetto la rinascita.

novembre 17, 2010

schiaffi a cinque dita

Capì al volo che da noi le parole sono piombo, riso e lacrime
capì che contano più della vita e della morte.
Da noi le parole sono tutto: la vita che nessuno vive,
l’attesa di un motivo per attaccare o subire, la morte che nessuno vuole.

Salvatore Niffoi

Come spesso mi succede nell’ultimo periodo provo vergogna.
Vergogna per i giovani che non hanno speranze. Per chi crede che si lavori solo se conosci qualcuno “che ti offre” un bel calcio nel sedere. Per chi non crede in quello che fa. Per chi fugge dal proprio destino perché è più semplice, e trova una scappatoia, una qualunque.
Ogni giorno che passa la lista su tutto lo schifo che vedo e provo aumenta.

Ed è per questo che adoro i cinici.
Adoro chi non crede più [o chi non ha mai creduto], chi vive guardandosi sempre le spalle, chi pensa che gli amici non esistono, perché sono proprio i primi a ferirti.
Adoro chi non ci gira intorno, chi si adatta al sistema, chi non moralizza su una meritocrazia che non esiste né mai esisterà, chi non sa cosa è il buonismo ma ha vissuto senza rispettare le regole ed è andato avanti.
E passo i giorni a chiedermi qual è il segreto per smettere di pensare, per smettere di sentirsi stanchi di questo meccanismo.

… che di lezioni da persone ciniche ne prenderei volentieri senza pentimenti né perché … e di schiaffi a cinque dita ne vorrei molti, per smettere di essere quella che sono.

Mi chiedo quale sarà la mia strada, quando mi stancherò di lottare e aspettare, mi chiedo quando toccherà agli altri vergognarsi. Vergognarsi per i giovani senza speranze. 

ottobre 11, 2010

Venduta al tempo

Ho lanciato lontano i miei occhi,
velati da cattivi pensieri
 e cieco sto aspettando sotto la quercia
che il sole vada a dormire sotto le ali dei corvi.
Ho lanciato lontano i miei occhi
e cieco sto aspettando sotto la quercia
che il vento si fermi ad ascoltarmi
e portarmi via.
 
S. Niffoi

  
Da un po’ di tempo non scrivo in questo blog, ma non ho rinunciato a scrivere in altri siti.
non so perché scrivere qui è diventato più PESANTE. In questo piccolo grande mondo NON riesco a mentire, anche se vorrei.
Vorrei scrivere e raccontare di quanto sono felice di svegliarmi ogni mattina senza sapere ciò che fare perché posso “sprecare” il mio tempo come preferisco.
Vorrei scrivere di quanto le mie giornate sono ricche di squilli, telefonate e sms di amiche.
Vorrei scriverlo, anche se non è vero.
 
… perché le vite parallele non mi sono mai piaciute e di stare a perdere tempo per inventare personaggi e maschere di facciata non ho per niente voglia …
 
Il tempo che spreco per me è già abbastanza, non ne serve altro. Posso però regalarlo a chi magari ne ha più bisogno di me.
Eppure mi dispiace non raccontare qualcosa su questo blog. Quanti attimi perduti, pensieri che affollano la mente e mai scritti, ore della mia vita che si perdono senza un perché.
Questo blog lo amo come amo me stessa e non gli posso promettere niente, perché a lui non so mentire. Non posso promettergli di essere PRESENTE e COSTANTE, perché questa promessa non la farei nemmeno a me stessa.
Non posso essere presente, perché se oggi il vento decidesse di portarmi via ne sarei felice.
Non posso essere costante, perché di costante nella mia vita c’è solo l’amore. Il resto si è perso per strada.
DETERMINAZIONE. SPERANZA. OTTIMISMO.
La presenza di me stessa è un peso anche per me che devo sopportarmi giorno dopo giorno nella mia quotidianità alienante e venduta.
Venduta al tempo che faccio trascorrere troppo velocemente senza curarmene.
 
Questo blog è pesante quanto me.

aprile 25, 2010

Basta la solitudine

Volevo tempo per me. Stare a casa da sola.
Oggi è un giorno di festa, importante. Un giorno di libertà.
Di libertà, però, poco ho sentito.
I pensieri li ho tenuti nascosti dentro me, e il sorriso sulle labbra l’ho lasciato come biglietto da visita per ogni cosa.
Eppure questa giornata doveva essere diversa.
Leggera.
Libera.

Il tempo per me non c’è.
E mi sento egoista, lo so, però ho bisogno di parlarne.
Ho bisogno di me e solo di me, perché gli altri sono troppo occupati a pensare a se stessi, e non ho voglia di disturbare. Mi sento egoista, lo so, però non posso nascondere che oggi mi BASTAVA la solitudine.
 
… che oggi non avevo voglia di ascoltare per ore i problemi degli altri. Non avevo voglia di ricevere tre telefonate di “richiesta di aiuto”.
 
Certe volte l’aiuto lo vorrei io.
Vorrei che mi chiedessero come sto veramente, e vorrei togliere il sorriso stampato sul viso.
Vorrei essere consigliata e non sentirmi sempre la persona di fiducia che ti soccorre quando stai per cadere.
E vorrei si capisse che i ruoli NON sono sempre determinati dal carattere di una persona.
Oggi  il ruolo della ragazza forte non lo sento mio, non mi si cucisce addosso.
Perché ho bisogno di essere coccolata e ascoltata.
E vorrei ottimismo.
Sento un peso troppo grande.

E dato che tutto questo manca, mi accontento di silenzio.

[La prossima volta spengo il telefono].

marzo 2, 2010

[forse] un sorriso

Sono stati giorni interminabili.

Ansia, angoscia, tristezza.
Penso ad ogni ora di questa settimana e mi viene da chiedermi: perché?

… che non c’è bisogno di conoscere bene le persone per sapere che, se possono, ti fregano.

… che è una battaglia a chi ti spinge più in fondo, e anche se combatti e resisti non ci sono alternative.

E allora conviene arrendersi, perché non importa se “hai perso”. Ciò che conta è avere la coscienza pulita.

È una magra consolazione, forse.

È sentirti comunque impotente e “stuprata” dei tuoi sentimenti.
Consumarsi dentro non serve, ma non si può costringere il cuore di smettere di stare male.

Perché questi sono stati giorni interminabili.

Rabbia, voglia di vendetta.

… che devo obbligarmi a prendere soddisfazioni che non ho mai voluto …

… che di solito la calma mi appartiene …

In questi giorni sono crollate le sicurezze, la forza e i sorrisi.

Mi sono sentita annientata, annientata dalla cattiveria.

E ingiustizia, sopraffazione, incredulità.

Giorni interminabili.  Si.

E’ la parola appropriata per il mio stato d’animo.

Avevo dimenticato cosa significa non prendere sonno per colpa dei pensieri, aver paura di svegliarsi il giorno dopo.
Avevo dimenticato cosa significa sentirsi spoglia di buoni propositi.

Rassegnazione, amarezza, arresa.

 

Momenti ad aspettare l’ennesimo messaggio con l’ennesima cattiva notizia. E tutto per cosa? Per sporcare una “vittoria” meritata e giusta, fatta di verità.

Tutto per arrivismo, inganni, sete di invidia.

Giorni di pochezze difficili da scrivere.


Ma [forse] un sorriso.


Oggi rivedo il sereno e prendo in mano la mia serenità di sempre. Rido con la mia famiglia per battute complici.

 

Chiudo questo cassetto e gioisco di stare in piedi.

Fiera.

novembre 28, 2009

# dei tempi andati

Vorrei scrivere ogni giorno ….
Vorrei averne il tempo.
… e immergermi in tutti i siti in cui sono iscritta, in tutti gli account che ho creato per motivi differenti.
Perché a controllare soltanto mi sento un’ospite di me stessa.
 
In questo periodo è già tanto se riesco a collegarmi ad internet.
Sto preparando un esame sull’interaction design e il web 2.0, e la prof ha pensato di farci pubblicare ogni lavoro, esperienza, o caso di studio su un blog.
Comico, vero?
Devo usare i blog per studiare. Eppure dovrebbe essere tempo libero.
Ora ogni cosa si rovescia, ogni momento della mia vita diventa ibrido.
Ẻ come sentirsi spoglia di idee, e per me è strano.
Non vedo l’ora di scrivere per il piacere di farlo, e non perché mi è stato commissionato, richiesto, ordinato. NON VOGLIO SCRIVERE per dovere, mi fa sentire “schiava”, incatenata a qualcosa da compiere.
NON VOGLIO SCRIVERE per gli altri.
Punto.
 
Voglio essere scalza & libera come sono sempre stata!