Archive for marzo, 2010

marzo 28, 2010

Il cervello sciopera

Le persone che amiamo, che frequentiamo continuamente, che incontriamo abitualmente, crediamo di conoscerle; ma cosa sappiamo veramente di loro? Quasi niente, in realtà …

P. Assouline, La cliente

Ho perso la cognizione del tempo. Mi sembra che questi mesi siano trascorsi senza di me.
Febbraio è stato un mese intenso tra esami e scadenze da rispettare, e ora mi chiedo come ho fatto a preparare gli ultimi tre esami, la partecipazione al concorso Bocconi e uscire senza troppi problemi.
È stato un mese di film visti al cinema, una serata al circo senza pagliacci e sfilate di carnevale con maschere che si divertivano e io che guardavo invidiosa.
Sono stati giorni ansiosi per via degli esami che non mi facevano dormire, ma anche giorni in cui ho letto tanti libri che ora tengo nel cuore. 

Sono riuscita a rispettare la promessa di estendere i miei gusti letterari su nuovi versanti – sconosciuti e amabili – e nello stesso tempo è stato bellissimo preparare il progetto per il concorso Bocconi. 
Poi la vittoria, la sorpresa, la cattiveria di chi si vuole prendere meriti che non ha.


mandorlo

È arrivato Marzo e di primavera nessun profumo.
Ogni mattina uno stage poco soddisfacente, ma comunque utile per imparare qualcosa.
E di nuovo l’ansia per l’ultimo esame da sostenere, la voglia di finire, tutti i momenti mancati.
I turni persi in bottega e i pomeriggi a casa di Luisa impegnandoci per non fare merenda. Poi la visita medica e un esito inaspettato, non voluto, debolmente scacciato dalla mente con uno sfrenato ottimismo.
In questi due weekend è stato un sollievo non mettere la sveglia, perché non capitava da lunghi anni.
Le settimane di marzo sono state più leggere perché ho "finito" di studiare, ma non lo sono state tra visite, risonanza, dolori che hanno rovinato tutto, e hanno permesso al tempo di correre troppo veloce.

Ora arriveranno altri mesi importanti e mi chiedo perché non li aspetto e mi sento indifferente a tutto ciò che mi circonda.

È ufficiale che ho spento il cervello, per tutto e tutti.

 

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marzo 2, 2010

[forse] un sorriso

Sono stati giorni interminabili.

Ansia, angoscia, tristezza.
Penso ad ogni ora di questa settimana e mi viene da chiedermi: perché?

… che non c’è bisogno di conoscere bene le persone per sapere che, se possono, ti fregano.

… che è una battaglia a chi ti spinge più in fondo, e anche se combatti e resisti non ci sono alternative.

E allora conviene arrendersi, perché non importa se “hai perso”. Ciò che conta è avere la coscienza pulita.

È una magra consolazione, forse.

È sentirti comunque impotente e “stuprata” dei tuoi sentimenti.
Consumarsi dentro non serve, ma non si può costringere il cuore di smettere di stare male.

Perché questi sono stati giorni interminabili.

Rabbia, voglia di vendetta.

… che devo obbligarmi a prendere soddisfazioni che non ho mai voluto …

… che di solito la calma mi appartiene …

In questi giorni sono crollate le sicurezze, la forza e i sorrisi.

Mi sono sentita annientata, annientata dalla cattiveria.

E ingiustizia, sopraffazione, incredulità.

Giorni interminabili.  Si.

E’ la parola appropriata per il mio stato d’animo.

Avevo dimenticato cosa significa non prendere sonno per colpa dei pensieri, aver paura di svegliarsi il giorno dopo.
Avevo dimenticato cosa significa sentirsi spoglia di buoni propositi.

Rassegnazione, amarezza, arresa.

 

Momenti ad aspettare l’ennesimo messaggio con l’ennesima cattiva notizia. E tutto per cosa? Per sporcare una “vittoria” meritata e giusta, fatta di verità.

Tutto per arrivismo, inganni, sete di invidia.

Giorni di pochezze difficili da scrivere.


Ma [forse] un sorriso.


Oggi rivedo il sereno e prendo in mano la mia serenità di sempre. Rido con la mia famiglia per battute complici.

 

Chiudo questo cassetto e gioisco di stare in piedi.

Fiera.