Archive for ‘niente più niente al mondo’

luglio 23, 2012

Spiritually

Quel che hai perso non sai
poi se lo ritroverai …

Spirituality

Alla lunga non puoi fingere di non avere un’anima. 
Una decisione presa è una decisione che devi portare avanti, è come una promessa che fatta a te stessa vale il doppio.
…perché c’è in ballo la tua dignità  e proprio a lei non devi dire no!

Ma non è colpa mia, non posso fare altro che soddisfare i miei desideri; che tanto l’essere ostinati e masochisti a me ha sempre portato ad avere sofferenze doppie.
E poi per cosa?
Non ne vale mai la pena, né quando resisti ad oltranza pur se non dovresti farlo, nè quando eviti di mandare tutto a quel paese per riprendere in mano la tua vera vita.
Non ne vale la pena. 
Nemmeno quest’ennesima volta.

aprile 12, 2012

Se Heidi perde la pazienza

Aspettare che passi.

… perché quando si è nel pieno di una fase di cambiamento [e se in questa fase di cambiamento ci sei dentro fino a sentirti sommersa, confusa e inerme] non puoi fare niente.
Trascorri le giornate in attesa di un segnale, di un aiuto da parte di una persona cara che ti conosce bene, attendi una parola di conforto.

E anche se tutto dipende da me io non sono ancora pronta. Ho pensato tante volte di scrivere per consolazione, ma non sapevo come farlo. Le parole non erano mai abbastanza. Il peso che sento non riesco a sconfiggerlo e mi sembra di lottare contro qualcosa che non ha una soluzione.
Mi accorgo che l’unica decisione sensata che potrei prendere in questo momento è quella di andarmene e lasciar perdere.

… perché non si può lavorare nove ore al giorno con persone che si mettono in competizione con te solo perché hai una laurea e un cervello migliore di quello che hanno loro. Non si può lavorare con persone che ogni giorno hanno un carattere diverso, un pensiero completamente opposto a quello del giorno prima, con chi sfoga le proprie frustrazioni sugli altri perché appaiono sereni ed equilibrati.
Si tratta di una lotta contro il tempo e mi chiedo quanto resisterò.
E non è colpa mia se ho costruito tante belle cose, se le persone mi vogliono bene. Questo non può essere un peso. Non è una colpa essere amata e stimata. Sono stanca di sentire commenti cinici e invidiosi sul mio stile di vita, così come sono stanca di essere sgridata per qualcosa che non ho fatto. Sono stanca di stare a contatto con gente che parla sempre degli altri senza farsi un esame di coscienza, con gente ottusa che crede di avere una posizione ed è convinta di poter esercitare su di me un qualsiasi potere. Non ho studiato per farmi zittire e comandare a bacchetta come se fossimo ai tempi del fascismo, non sono obbligata a stare in silenzio.

Non sono più capace di stare a contatto con persone mediocri e superficiali che sfogano la loro insoddisfazione su di me. Non sono più capace di andare avanti e stringere i denti con il sorriso.
Di ascoltare in silenzio.
Di fare spallucce alle provocazioni.
Di doverla pensare per forza come gli altri.

La mia vita la vivo diversamente e non voglio confondermi con certi meccanismi malsani. Non ho più voglia di essere chiamata Heidi da persone che non sanno nulla di me.
È arrivata l’ora di tirarsela.

gennaio 25, 2012

Spegnere la luce e ascoltare un po’ di musica

Vorrei che fosse oggi in un attimo già domani,
per reiniziare per stravolgere tutti i miei piani,
perché sarà migliore e io sarò migliore,
come un bel film che lascia tutti senza parole.

T. Ferro, La fine 

In questo mese di gennaio ho letto molto. Ho letto romanzi diversi per non pensare.
Quando ero nostalgica e triste prendevo un libro frivolo e spiritoso, quando ero serena e rilassata mi mettevo a leggere qualche pagina di un libro complicato e riflessivo.
Leggere mi ha aiutato a non pensare alla mia vita, mi ha fatto dimenticare che più passano i giorni più la mia sete di sogni svanisce.

Svanisce tutto.

L’ambizione. La speranza. Le illusioni.

Svanisce il percorso di studi, la lotta contro tutti quelli che credevano stessi perdendo tempo. Resta ben poco a cui aggrapparsi.

Trascorrere il mio tempo a leggere è come premere il tasto pausa e lasciare tutto com’è. Far scorrere via dal mio sangue assetato di più passioni e sogni tutto ciò che rende le giornate più dure, questa vita più dura.

… perché si può abbassare la testa con stile ed eleganza, ma ci si sta sempre piegando e lo si deve accettare con il groppo in gola.

Poi arriva un giorno in cui ti scoppia la testa, arriva una settimana in cui devi farti carico di silenzi svuotanti e indifferenti. In quel preciso momento non hai più voglia di leggere.

Non hai voglia di nascondere il viso sotto il cuscino né di accantonare le tue piccole e rare certezze. In quel giorno così tanto strano hai voglia solo di urlare, urlare a squarciagola che tutto questo NON è giusto.
Non è giusto e non lo meriti.

Non è giusto perché dev’essere sempre tutto in salita e devi puntualmente far credere che va tutto bene, che sei intoccabile.

Il cuore si sgretola pian piano e vorresti soltanto spegnere la luce e ascoltare un po’ di musica.

settembre 17, 2011

Aspetto la rinascita

Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita.

Philip Roth

Non dimentico di avere un blog su cui posso parlare liberamente di me. Spesso non scrivo proprio per questo. E’ molto più semplice fare finta di niente, lasciare perdere, non ricordare quanto le giornate siano piene di cose da dire. Non scrivo perchè significherebbe lasciare una traccia indelebile di questa mia nuova vita.

Aspetto la rinascita.

marzo 28, 2010

Il cervello sciopera

Le persone che amiamo, che frequentiamo continuamente, che incontriamo abitualmente, crediamo di conoscerle; ma cosa sappiamo veramente di loro? Quasi niente, in realtà …

P. Assouline, La cliente

Ho perso la cognizione del tempo. Mi sembra che questi mesi siano trascorsi senza di me.
Febbraio è stato un mese intenso tra esami e scadenze da rispettare, e ora mi chiedo come ho fatto a preparare gli ultimi tre esami, la partecipazione al concorso Bocconi e uscire senza troppi problemi.
È stato un mese di film visti al cinema, una serata al circo senza pagliacci e sfilate di carnevale con maschere che si divertivano e io che guardavo invidiosa.
Sono stati giorni ansiosi per via degli esami che non mi facevano dormire, ma anche giorni in cui ho letto tanti libri che ora tengo nel cuore. 

Sono riuscita a rispettare la promessa di estendere i miei gusti letterari su nuovi versanti – sconosciuti e amabili – e nello stesso tempo è stato bellissimo preparare il progetto per il concorso Bocconi. 
Poi la vittoria, la sorpresa, la cattiveria di chi si vuole prendere meriti che non ha.


mandorlo

È arrivato Marzo e di primavera nessun profumo.
Ogni mattina uno stage poco soddisfacente, ma comunque utile per imparare qualcosa.
E di nuovo l’ansia per l’ultimo esame da sostenere, la voglia di finire, tutti i momenti mancati.
I turni persi in bottega e i pomeriggi a casa di Luisa impegnandoci per non fare merenda. Poi la visita medica e un esito inaspettato, non voluto, debolmente scacciato dalla mente con uno sfrenato ottimismo.
In questi due weekend è stato un sollievo non mettere la sveglia, perché non capitava da lunghi anni.
Le settimane di marzo sono state più leggere perché ho "finito" di studiare, ma non lo sono state tra visite, risonanza, dolori che hanno rovinato tutto, e hanno permesso al tempo di correre troppo veloce.

Ora arriveranno altri mesi importanti e mi chiedo perché non li aspetto e mi sento indifferente a tutto ciò che mi circonda.

È ufficiale che ho spento il cervello, per tutto e tutti.

 

marzo 2, 2010

[forse] un sorriso

Sono stati giorni interminabili.

Ansia, angoscia, tristezza.
Penso ad ogni ora di questa settimana e mi viene da chiedermi: perché?

… che non c’è bisogno di conoscere bene le persone per sapere che, se possono, ti fregano.

… che è una battaglia a chi ti spinge più in fondo, e anche se combatti e resisti non ci sono alternative.

E allora conviene arrendersi, perché non importa se “hai perso”. Ciò che conta è avere la coscienza pulita.

È una magra consolazione, forse.

È sentirti comunque impotente e “stuprata” dei tuoi sentimenti.
Consumarsi dentro non serve, ma non si può costringere il cuore di smettere di stare male.

Perché questi sono stati giorni interminabili.

Rabbia, voglia di vendetta.

… che devo obbligarmi a prendere soddisfazioni che non ho mai voluto …

… che di solito la calma mi appartiene …

In questi giorni sono crollate le sicurezze, la forza e i sorrisi.

Mi sono sentita annientata, annientata dalla cattiveria.

E ingiustizia, sopraffazione, incredulità.

Giorni interminabili.  Si.

E’ la parola appropriata per il mio stato d’animo.

Avevo dimenticato cosa significa non prendere sonno per colpa dei pensieri, aver paura di svegliarsi il giorno dopo.
Avevo dimenticato cosa significa sentirsi spoglia di buoni propositi.

Rassegnazione, amarezza, arresa.

 

Momenti ad aspettare l’ennesimo messaggio con l’ennesima cattiva notizia. E tutto per cosa? Per sporcare una “vittoria” meritata e giusta, fatta di verità.

Tutto per arrivismo, inganni, sete di invidia.

Giorni di pochezze difficili da scrivere.


Ma [forse] un sorriso.


Oggi rivedo il sereno e prendo in mano la mia serenità di sempre. Rido con la mia famiglia per battute complici.

 

Chiudo questo cassetto e gioisco di stare in piedi.

Fiera.

febbraio 12, 2010

Stupidità

Sono andata in libreria per fare un regalo. Avevo voglia di passare la serata in maniera diversa.
… scoprire le ultime novità, curiosare tra i libri che non leggerei mai …
Avevo un’idea chiara su cosa comprare, ma mi sono distratta tante volte. Volevo osservare le persone che stavano la. Compravano tutti best seller e nessuna mi seguiva con lo sguardo.
Ero sola in quel negozio che in quel momento mi sembrava mio e solo mio.
Mentre guardavo le Moleskine c’era una ragazza che ne sceglieva una. M’incuriosiva perché le prendeva tutte in mano, e volevo vedere che agenda le piaceva.
 
Arriva la madre:
 
          Tesoro mio, hai scelto cosa vuoi?
          No, mamma.
          Non compri l’agenda?
          Non c’è quella che voglio .
          Prendine un’altra, tesoro.
          No, ce l’ho a casa,solo che oggi non la trovavo, e se qui non c’è uguale alla mia non la voglio.
          Va bene, tesoro. Hai visto qualche libro che ti piace?
          Si, mamma.
          Prendi quello che vuoi piccola. Compra tutti i libri che ti piacciono.
 
Mi è venuto spontaneo pensare che mia madre non mi ha mai portato in libreria e tantomeno mi ha detto compra tutto quello che vuoi. Mi è venuto spontaneo pensare che quella ragazza era fortunata.
Poi mi sono girata e ho visto madre e figlia.
La ragazza aveva una malformazione fisica molto visibile che però io non avevo notato.
Mi sono sentita stupida.
Mi sono vergognata di essere sana.
Mi sono sentita in colpa.
 
Eravamo vicine alla cassa , e lei mi fissava.
Le ho sorriso e mi sono sentita ancora più stupida.
dicembre 20, 2009

Consapevolezze e non …

“L’angelo che aveva portato Margaret e i gemelli ritorna a casa nostra con un fratello, Michael. Papà dice di aver trovato Michael sul settimo salino per salire in Italia. Dice che quando si vuole un altro bimbo bisogna aspettare l’arrivo dell’angelo sul settimo scalino.

Malachy chiede come si fa a avere un altro fratello dall’angelo del settimo scalino se a casa tua non ci sono scale e Papà gli risponde che fare troppe domande è un afflizione.

[…] Io questa storia non la capisco perché sono sicuro che un angelo non lascerebbe mai un bambino ammalato sul settimo scalino. Però chiedere a mamma o Papà non serve. Con tutte queste domande, mi dicono, stati diventando quasi peggio di tuo fratello. Và un po’ a giocare”.

Le ceneri di Angela

Frank McCourt

Questo libro mi sta svuotando.

 

novembre 28, 2009

# dei tempi andati

Vorrei scrivere ogni giorno ….
Vorrei averne il tempo.
… e immergermi in tutti i siti in cui sono iscritta, in tutti gli account che ho creato per motivi differenti.
Perché a controllare soltanto mi sento un’ospite di me stessa.
 
In questo periodo è già tanto se riesco a collegarmi ad internet.
Sto preparando un esame sull’interaction design e il web 2.0, e la prof ha pensato di farci pubblicare ogni lavoro, esperienza, o caso di studio su un blog.
Comico, vero?
Devo usare i blog per studiare. Eppure dovrebbe essere tempo libero.
Ora ogni cosa si rovescia, ogni momento della mia vita diventa ibrido.
Ẻ come sentirsi spoglia di idee, e per me è strano.
Non vedo l’ora di scrivere per il piacere di farlo, e non perché mi è stato commissionato, richiesto, ordinato. NON VOGLIO SCRIVERE per dovere, mi fa sentire “schiava”, incatenata a qualcosa da compiere.
NON VOGLIO SCRIVERE per gli altri.
Punto.
 
Voglio essere scalza & libera come sono sempre stata!

ottobre 10, 2009

Non sempre si può

... perchè spesso SCRIVERE diventa un peso.