Archive for ‘libri’

marzo 7, 2012

I pesci non chiudono gli occhi

“Ti piace l’amore?” chiese guardando dritto di fronte, dove si alzava la fiancata di una barca colorata di bianco e di una striscia azzurra.
“Prima di questa estate lo leggevo nei libri e non capivo perché gli adulti si scaldavano tanto. Adesso lo so, fa succedere cambiamenti e alle persone piace essere cambiate. Non so se piace a me, però ce l’ho e prima non c’era.”
“Ce l’hai?”
“Si, mi sono accorto di avercelo. E’ cominciato dalla mano, la prima volta che me l’hai tenuta. Mantenere è il mio verbo preferito.
“Cose buffe dici. Sei innamorato di me?”
“Si dice così? E’ cominciato dalla mano, che si è innamorata della tua. Poi si sono innamorate le ferite che si sono messe a guarire alla svelta, la sera che sei venuta in visita e mi hai toccato. Quando sei uscita dalla stanza stavo bene, mi sono alzato dal letto e il giorno dopo ero a mare.”
“Allora ti piace l’amore?”
“E’ pericoloso. Ci scappano ferite e poi per la giustizia altre ferite. Non è una serenata al balcone, somiglia a una mareggiata di libeccio, strapazza il mare sopra,  e sotto lo rimescola. Non lo se mi piace.”

Erri De  Luca

I pesci non chiudono gli occhi 

novembre 13, 2011

La cultura salvi l’Italia

Mi piacerebbe dirle che sarebbe bellissimo se oggi potesse essere la cultura a salvare l’Italia. Sarebbe un sogno. Se i romanzi e i film e i quadri e le poesie e le opere e le canzoni e persino la moda – si, anche la moda – potessero aiutare tutti a non perdere il lavoro e a non scivolare prima nella depressione e poi nella povertà. […] Così le prendo la mano e, accompagnato dalle note di Dylan, le chiedo se non le piacerebbe vivere in un mondo in cui tutti campassero solo di cultura, un mondo meraviglioso in cui si potrebbe pagare il macellaio con un racconto, il barista con una poesia, costruirsi una casa con un romanzo. Lei ride e mi dice che sarebbe una favola bellissima, e mi consiglia di scriverci un libro, su questa cosa del mondo fatto di cultura.

Edoardo Nesi – Storia della mia gente.

giugno 30, 2010

Lontani, ma vicini

[…] Venivano dai due più lontani estremi della vita, questo è stupefacente, da pensare che mai mi si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l'universo, e invece nemmeno si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo è il meraviglioso – questo continuerebbe a raccontare, per sempre, perché nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi, mai – lontani abbastanza – per trovarsi – lo erano quei due, lontani, più di chiunque…


Oceano Mare

Dedicato …

aprile 15, 2010

Il mio rifugio

Nella vita ogni cosa, anche la più piccola, non è mai casuale.

Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia
 

Ho voglia solo di me.
E di patti con me stessa.
… di letture mie e di nessun altro, come se leggessi qualcosa che nessuno conosce. 
Una prima volta.
Perché qualunque cosa succeda non potrò mai smettere di girare per strada con un libro in mano. 
E star seduta su una piazza per finire una pagina mentre aspetto un'amica.
E mettere sempre in valigia cartaccie e storie.

Qualunque cosa succeda non ci saranno impedimenti per andare in una biblioteca qualsiasi di un posto qualsiasi  …  E nonostante le cattiverie, le sconfitte, le pugnalate, i miei libri non me li porterà via nessuno. 

Rifugi, respiri sempre nuovi, ritorni di fiamma.

Aspettando la prossima delusione, con il sorriso, leggo il mio PRIMO libro orientale.
Mi sento già diversa. 

aprile 9, 2010

Nell’anima


“Fatto sta che l'uomo intelligente ordinario, ancorché si figuri a momenti (o anche per tutta la vita)di essere uomo geniale e originalissimo, ha sempre in fondo al cuore il tarlo del dubbio, che lo trae spesso, in ultimo, ad una completa disperazione ; e se invece si rassegna al destino, lo fa con nel sangue il veleno della vanità rientrata.“

F. Dostoevskij, L'idiota

dicembre 20, 2009

Consapevolezze e non …

“L’angelo che aveva portato Margaret e i gemelli ritorna a casa nostra con un fratello, Michael. Papà dice di aver trovato Michael sul settimo salino per salire in Italia. Dice che quando si vuole un altro bimbo bisogna aspettare l’arrivo dell’angelo sul settimo scalino.

Malachy chiede come si fa a avere un altro fratello dall’angelo del settimo scalino se a casa tua non ci sono scale e Papà gli risponde che fare troppe domande è un afflizione.

[…] Io questa storia non la capisco perché sono sicuro che un angelo non lascerebbe mai un bambino ammalato sul settimo scalino. Però chiedere a mamma o Papà non serve. Con tutte queste domande, mi dicono, stati diventando quasi peggio di tuo fratello. Và un po’ a giocare”.

Le ceneri di Angela

Frank McCourt

Questo libro mi sta svuotando.

 

maggio 3, 2009

Perdermi nei pensieri

Stamattina ho cominciato un nuovo libro. È nella libreria da qualche mese, e appena sveglia ero indecisa su quale iniziare!  Ho letto solo qualche capitolo e dentro di me qualcosa si è risvegliato.

Il protagonista si trasferisce per tre mesi in una cascina in campagna.

Sperduta, silenziosa, pacifica.

È una casa affittata dall’amico appena deceduto, e il protagonista ci va ad abitare “quasi” per caso. Sarà un’occasione per trovare la quiete di cui ha bisogno. E scrivere un nuovo romanzo con tutte i buoni propositi della circostanza. Cosa c’è di meglio di una casa in campagna per ritirarsi nella solitudine e nella scrittura? …

Io non so di cosa parla questo libro, perché ho la strana abitudine di non guardare né trafiletti, né copertine. So soltanto che quella calma di cui parla il protagonista ha risvegliato i miei desideri nascosti.

 

perdermi nei pensieri … di quando ero adolescente e mi chiudevo in camera per scrivere dei racconti (orribili) e speranzosi (ma di che?).

perdermi nei pensieri … di quando credevo in qualcosa che ora non mi appartiene (e se tornassi indietro?) … di giustificazioni inutili e insensate, e di rassegnazione mista a vergogna.

e perdermi nei pensieri … di quando trovavo il tempo per far tutto, prolissa e melanconica (ma perché?) … di quando mi feci regalare una macchina da scrivere e mi esercitavo per ore …

 

Ora mi perdo solo nelle parole insignificanti che ripeto a me stessa ogni giorno … e nella voglia di non abbandonare i sogni e le passioni che ho sempre creduto mi appartenessero.

Ma cosa faccio per non farle sfuggire? NIENTE.

marzo 29, 2009

la donna NON è come un fiore

Oggi mi sento molto femminista, e non è una novità … 


“… Lei si è fatta un’idea sbagliata di me, ispettore.

– No, guardi …

Si, so quello che dico, è un’immagine falsa quella che si è fatta di me. Mi ha preso per un maschilista senza sentimenti, per un uomo di scarsa sensibilità, e le assicuro che non è affatto così. Per me la donna è superiore all’uomo. La metto letteralmente su un piedistallo. Credo che sia un essere meraviglioso, pieno di spiritualità, bello e perfetto come un fiore.

La capacità metaforica del viceispettore era chiaramente limitata, il marchio dello stupratore era un fiore, la donna era come un fiore … Chiunque avrebbe potuto dirgli che i fiori in fondo non sono altro che merce deperibile, che dei piedistalli si cade con infinita facilità e che caratteristica degli esseri spirituali è l’essere eterei, e quindi di non contare né occupare posto”.  

                                                                          Alicia Giménez-Bartlett

 

marzo 20, 2009

E se Shakespeare avesse ragione?

angelo e diavolo

 

Tra i vari libri di studio e quelli di narrativa ho appena finito di leggere “Lo strano caso del Dottor Jekyll e del signor Hyde”. Appassionata di Shakespeare mi ha sempre affascinato la doppia personalità dell’essere umano.

Se è vera la teoria delle varie personalità, in una delle mie metamorfosi avrei dovuto studiare psicologia. Forse prevale il realismo e la concretezza che mi fanno vivere la vita giorno dopo giorno con  piccoli ed essenziali progetti.

Le mille sfumature che appartengono al nostro carattere a volte sono legate fra loro, e si compensano; altre volte qualche parte di noi lascia spazio ad un’altra che in quel momento è migliore/peggiore.

Mi sono sempre chiesta se sia meglio avere le sfumature caratteriali connesse e amalgamate, oppure sia meglio che ogni parte di te segua il corso degli eventi e agli occhi degli altri risulti contraddittoria. Contraddittoria, NON incoerente, indentiamoci.

E se invece dipendesse dall’indole umana?

E se Shakespeare e il Dottor Jekyll avessero ragione?

Per anni ho vissuto con questa consapevolezza. Come per chi è superstizioso e sparge dietro di sé il sale antisfiga, come per chi crede alla fortuna e alla sfortuna della vita (io sono una del club), o come per chi crede alla natura buona e alla natura cattiva dell’anima.

Quante volte nei cartoni animati il protagonista, di fronte ad una scelta, si trova l’angioletto con l’aureola alla sua destra, e il diavoletto con il forcone alla sinistra?

Quante volte si pensa che si possa preferire la strada benefica o quella malefica? Forse è un luogo comune pensare che la via benefica sia salvifica e quella del male sia peccaminosa.

Ogni tragedia di Shakespeare racconta di sentimenti, illusioni, pazzie, tradimenti, bugie … ogni sua opera evidenzia l’uomo che prende una decisione e sceglie quale strada percorrere: se tradire il proprio amico ingannandolo, se uccidere sangue del suo sangue per elevare lo status sociale, se morire per amore e farlo con purezza, se confessare le proprie colpe per estirparle.

Ecco, ora rileggere il Dottor Jekyll e il signor Hyde mi fa pensare a questo dualismo umano. Un dottore saggio e stimato può avere il desiderio di rovinarsi la vecchiaia per dare libero sfogo alle sue voglie nefaste? Può liberare la sua sete di male?

 

“ … Tu sai quanto ho fatto per gli altri, e che ho trascorso quei giorni nella quiete e quasi in letizia. Né posso dire di essermi stancato di questa vita caritatevole e innocente; credo, al contrario, di averla gustata ogni giorno di più. Ma portavo tuttora in me la maledizione di una doppia personalità; e mentre la forza del mio pentimento cominciava ad attenuarsi, la parte peggiore di me, così a lungo assecondata e così recentemente messa alla catena, prese a ringhiare. Non che io avessi intenzione di resuscitare Hyde; il solo pensiero mi avrebbe fatto impazzire; no, ero io stesso, nella mia stessa persona, che ancora una votla ero tentato di scherzare con la coscienza; e come accade a coloro che peccato in segreto, alla fine caddi di fronte all’assalto delle tentazioni …”

 

Sono sempre più convinta di non sbagliarmi … resto consapevole che siamo noi che scegliamo quale strada intraprendere, quante bugie e quali bugie dire. Decidiamo noi se tradire la vita oppure amarla … decidiamo noi in che modo amarla. E la nostra indole ci rende tutti uguali. Sta a noi decidere quale natura celare e quale esibire.

 

Alcuni tratti del libro sono inquietanti, ma di più lo è pensare che quest’opera vive dentro di noi.

agosto 20, 2008

La torta parigina con la panna

Da un po’ di mesi leggo libri diversi dal mio solito genere. Non che mi abbiano stancato, ma è nata una nuova curiosità per stili non conosciuti prima.
Ed è così che, per un motivo o per l’altro, ho cominciato un libro “insolito”.

… che strano non capire nulla di quello che leggo … confusione e stordimento per pagine ritmate e troppo veloci. Frasi senza punteggiatura, io che la punteggiatura la stimo … come se ognuno potesse avere silenzi, pause e propri spazi …
Dopo un bel po’ di pagine lette tra dubbi e pentimento comincio a capire, e allora penso a quanto è bello ricredersi e sapere di sbagliarsi.
È adorabile tutto questo …

Cosi come accade nella vita con le persone: sbagliare, cambiare opinione su qualcuno, apprezzare con una nuova luce negli occhi … e poi appassionarti

Che le sorprese, quando arrivano, ti fanno sempre sorridere

 


“Quand’ecco che si spalancò la porta e là stava la guardarobiera e gridava … Eliška, c’è una lettera per te!

E tutti guardarono quella lettera che la guardarobiera portava lentamente, io mi tirai indietro, mancò poco che non ribaltassi il mio trono della cassa. Ed è per me?

La gurdarobiera inforcò gli occhiali e lesse solennemente alla cucina tutto l’indirizzo, l’indirizzo esatto dell’hotel Pařiž.

Liebesbrief! Liebesbrief! Letterina d’amore! Chi mai ti scrive Eliška, chi mai? Scherzavano i camerieri e scherzava anche il capocuoco signor Bauman e scherzavano tutti, e io rossa di vergogna perché era come se tutti credessero che non avrei mai potuto ricevere una lettera, che qui ero davvero Cenerentola, una donna cancellata, non che non fosse bella, ma che lei stessa proclamava di non essere buona a nulla, di essere una guastafeste, una brutta faccia …

E quando già tutti erano tornati al proprio lavoro, aprii la lettera, fui delusa, l’aveva scritta mia zia da Vienna … ma leggendola prima presi paura, mi spaventai e infine sorrisi di quella mia paura che mi aveva rasserenata, che mi aveva indicato la via … “Meine liebe Pišinka,ti saluto cordialmente da Vienna, ho di te cattive notizie, ricorda da che famiglia provieni , tua zia Pišinka,   benché poverissima, pure è sempre vestita pulita e con gusto e va in giro per Vienna elegante, Pipsimaus, che direbbe il tuo papà se ti vedesse? Vedi, direbbe, se ti presenterai alla gente come una purèe di patate, ti tratteranno come una purèe di patate, vedi fanciullina, cerca di presentare te stessa come una torta parigina e la gente ti tratterà come una torta parigina con la panna … tua zia ti bacia da Vienna …
Pišinka”

Bohumil Hrabal
Le nozze in casa

le nozze in casa