Archive for ‘pensieri’

giugno 30, 2010

Lontani, ma vicini

[…] Venivano dai due più lontani estremi della vita, questo è stupefacente, da pensare che mai mi si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l'universo, e invece nemmeno si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo è il meraviglioso – questo continuerebbe a raccontare, per sempre, perché nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi, mai – lontani abbastanza – per trovarsi – lo erano quei due, lontani, più di chiunque…


Oceano Mare

Dedicato …

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giugno 6, 2010

L’amore non è bello se non è litigarello.

C’è un vestito che mi cerca. Mi guarda. Mi aspetta.
E’ bianco e nero, i colori della mia vita. 

SEVENTY_DonnaIl bianco dei miei sogni, della mia ingenuità.
… del cadere dalle nuvole quando vengo presa in giro, delle battute maliziose che puntualmente non capisco. 
Le parti bianche del vestito sono il mio ottimismo sempre e per sempre. Sono tutto quello che ho di buono.

Il nero fa parte delle incertezze.
… di tutte le rivincite mancate e delle soddisfazioni non prese. Il nero delle lacrime “spese” e a volte vendute per poco. 
Il nero della sensibilità proibita.

E’ un vestito che sa di speranza. L’ho misurato, scelto, indossato per pochi istanti.
Un colpo di fulmine arrivato al cuore, immediato.
Un vestito comprato e poi nascosto.

Non è superstizione, NO!
E’ solo paura.  Paura che se lo vedo lì ogni volta che apro l’armadio l’adrenalina e il cuore inizia a battere forte.
E magari ci resto pure male se salta tutto.

Ed è meglio che quel vestito non sia vicino a me, anche se mi cerca con forza.
Sento i suoi occhi su di me, ma non vincerà lui.
Anche se è amore. 

aprile 25, 2010

Basta la solitudine

Volevo tempo per me. Stare a casa da sola.
Oggi è un giorno di festa, importante. Un giorno di libertà.
Di libertà, però, poco ho sentito.
I pensieri li ho tenuti nascosti dentro me, e il sorriso sulle labbra l’ho lasciato come biglietto da visita per ogni cosa.
Eppure questa giornata doveva essere diversa.
Leggera.
Libera.

Il tempo per me non c’è.
E mi sento egoista, lo so, però ho bisogno di parlarne.
Ho bisogno di me e solo di me, perché gli altri sono troppo occupati a pensare a se stessi, e non ho voglia di disturbare. Mi sento egoista, lo so, però non posso nascondere che oggi mi BASTAVA la solitudine.
 
… che oggi non avevo voglia di ascoltare per ore i problemi degli altri. Non avevo voglia di ricevere tre telefonate di “richiesta di aiuto”.
 
Certe volte l’aiuto lo vorrei io.
Vorrei che mi chiedessero come sto veramente, e vorrei togliere il sorriso stampato sul viso.
Vorrei essere consigliata e non sentirmi sempre la persona di fiducia che ti soccorre quando stai per cadere.
E vorrei si capisse che i ruoli NON sono sempre determinati dal carattere di una persona.
Oggi  il ruolo della ragazza forte non lo sento mio, non mi si cucisce addosso.
Perché ho bisogno di essere coccolata e ascoltata.
E vorrei ottimismo.
Sento un peso troppo grande.

E dato che tutto questo manca, mi accontento di silenzio.

[La prossima volta spengo il telefono].

aprile 9, 2010

Nell’anima


“Fatto sta che l'uomo intelligente ordinario, ancorché si figuri a momenti (o anche per tutta la vita)di essere uomo geniale e originalissimo, ha sempre in fondo al cuore il tarlo del dubbio, che lo trae spesso, in ultimo, ad una completa disperazione ; e se invece si rassegna al destino, lo fa con nel sangue il veleno della vanità rientrata.“

F. Dostoevskij, L'idiota

marzo 28, 2010

Il cervello sciopera

Le persone che amiamo, che frequentiamo continuamente, che incontriamo abitualmente, crediamo di conoscerle; ma cosa sappiamo veramente di loro? Quasi niente, in realtà …

P. Assouline, La cliente

Ho perso la cognizione del tempo. Mi sembra che questi mesi siano trascorsi senza di me.
Febbraio è stato un mese intenso tra esami e scadenze da rispettare, e ora mi chiedo come ho fatto a preparare gli ultimi tre esami, la partecipazione al concorso Bocconi e uscire senza troppi problemi.
È stato un mese di film visti al cinema, una serata al circo senza pagliacci e sfilate di carnevale con maschere che si divertivano e io che guardavo invidiosa.
Sono stati giorni ansiosi per via degli esami che non mi facevano dormire, ma anche giorni in cui ho letto tanti libri che ora tengo nel cuore. 

Sono riuscita a rispettare la promessa di estendere i miei gusti letterari su nuovi versanti – sconosciuti e amabili – e nello stesso tempo è stato bellissimo preparare il progetto per il concorso Bocconi. 
Poi la vittoria, la sorpresa, la cattiveria di chi si vuole prendere meriti che non ha.


mandorlo

È arrivato Marzo e di primavera nessun profumo.
Ogni mattina uno stage poco soddisfacente, ma comunque utile per imparare qualcosa.
E di nuovo l’ansia per l’ultimo esame da sostenere, la voglia di finire, tutti i momenti mancati.
I turni persi in bottega e i pomeriggi a casa di Luisa impegnandoci per non fare merenda. Poi la visita medica e un esito inaspettato, non voluto, debolmente scacciato dalla mente con uno sfrenato ottimismo.
In questi due weekend è stato un sollievo non mettere la sveglia, perché non capitava da lunghi anni.
Le settimane di marzo sono state più leggere perché ho "finito" di studiare, ma non lo sono state tra visite, risonanza, dolori che hanno rovinato tutto, e hanno permesso al tempo di correre troppo veloce.

Ora arriveranno altri mesi importanti e mi chiedo perché non li aspetto e mi sento indifferente a tutto ciò che mi circonda.

È ufficiale che ho spento il cervello, per tutto e tutti.

 

febbraio 12, 2010

Stupidità

Sono andata in libreria per fare un regalo. Avevo voglia di passare la serata in maniera diversa.
… scoprire le ultime novità, curiosare tra i libri che non leggerei mai …
Avevo un’idea chiara su cosa comprare, ma mi sono distratta tante volte. Volevo osservare le persone che stavano la. Compravano tutti best seller e nessuna mi seguiva con lo sguardo.
Ero sola in quel negozio che in quel momento mi sembrava mio e solo mio.
Mentre guardavo le Moleskine c’era una ragazza che ne sceglieva una. M’incuriosiva perché le prendeva tutte in mano, e volevo vedere che agenda le piaceva.
 
Arriva la madre:
 
          Tesoro mio, hai scelto cosa vuoi?
          No, mamma.
          Non compri l’agenda?
          Non c’è quella che voglio .
          Prendine un’altra, tesoro.
          No, ce l’ho a casa,solo che oggi non la trovavo, e se qui non c’è uguale alla mia non la voglio.
          Va bene, tesoro. Hai visto qualche libro che ti piace?
          Si, mamma.
          Prendi quello che vuoi piccola. Compra tutti i libri che ti piacciono.
 
Mi è venuto spontaneo pensare che mia madre non mi ha mai portato in libreria e tantomeno mi ha detto compra tutto quello che vuoi. Mi è venuto spontaneo pensare che quella ragazza era fortunata.
Poi mi sono girata e ho visto madre e figlia.
La ragazza aveva una malformazione fisica molto visibile che però io non avevo notato.
Mi sono sentita stupida.
Mi sono vergognata di essere sana.
Mi sono sentita in colpa.
 
Eravamo vicine alla cassa , e lei mi fissava.
Le ho sorriso e mi sono sentita ancora più stupida.
gennaio 10, 2010

Tirare le somme.

Il 2009 è finito velocemente e non lo rimpiango.

Ẻ stato un anno in cui mi sono messa in gioco. Dopo il servizio civile i ritmi e la quotidianità sono cambiati. Gli anni vissuti a Sassari, con giornate trascorse a studiare, non facevano più parte di me.

Il servizio civile ha spezzato la catena della mia vita, ha fatto sparire le certezze che da tempo avevo creato come barriera verso l’esterno. Le emozioni contrastanti lasciate in eredità da quella esperienza si sono materializzate con maggior impeto, ma dire che sono diventata una persona diversa e che sono cambiata sarebbe davvero troppo banale.

Ad ogni modo il vecchio anno è cominciato con e come una sfida. Il desiderio di non sprecare il tempo “perso” è stato un chiodo fisso, e i primi mesi li ho cullati di rivendicazione su me stessa.

… che non c’è soddisfazione più grande di ricrederti sulle tue possibilità ….

Ho lottato, faticato, sopportato; ma a luglio ho sorriso dopo aver dato cinque esami in cinque mesi. Non c’è stato tempo libero, né uscite extrascolastiche. Sono stati mesi con il fiato sospeso tra viaggi quotidiani in pullman e panini in un’aula fredda e astiosa. … e vedere colleghi che ti guardano pensando che sei un mostro indifferente ad ogni cosa.

Ẻ stato un 2009 vissuto di spasmi e respiri forti, di disavventure e grandi “guadagni”.

E delusioni che mi hanno fatto sentire sempre più indifferente, amicizie che sono diventate conoscenze frivole e persone ritrovate che continuano a scaldarti il cuore, anche se le vedi poco.

 

Un 2009 essenziale.

 

E poi sono successe mille cose, anche se veloci. La giornata a Bonifacio è stata indimenticabile e mi piacerebbe tanto ritornarci.

Il viaggio-studio che ho vinto ad ottobre lo sento ancora nell’aria. Non era la mia prima volta ad un convegno, ma quello di Bologna è stato tra tutti il migliore a cui ho partecipato.

E il festival della creatività di Firenze ha aperto dentro me scintille e desideri passati.

 

A tirar le somme potrei continuare per raccontare di ogni momento vissuto, ma non basterebbe.

Non rimpiango il 2009, perché ripeterlo sarebbe davvero troppo. Mi piace ricordarlo così, tra un sorriso e una lacrima … che la via di mezzo qualche volta è significativa ….  

 

buoni propositi

E per i buoni propositi del 2010 ci sto lavorando, ma anche no.

 

dicembre 20, 2009

Consapevolezze e non …

“L’angelo che aveva portato Margaret e i gemelli ritorna a casa nostra con un fratello, Michael. Papà dice di aver trovato Michael sul settimo salino per salire in Italia. Dice che quando si vuole un altro bimbo bisogna aspettare l’arrivo dell’angelo sul settimo scalino.

Malachy chiede come si fa a avere un altro fratello dall’angelo del settimo scalino se a casa tua non ci sono scale e Papà gli risponde che fare troppe domande è un afflizione.

[…] Io questa storia non la capisco perché sono sicuro che un angelo non lascerebbe mai un bambino ammalato sul settimo scalino. Però chiedere a mamma o Papà non serve. Con tutte queste domande, mi dicono, stati diventando quasi peggio di tuo fratello. Và un po’ a giocare”.

Le ceneri di Angela

Frank McCourt

Questo libro mi sta svuotando.

 

novembre 7, 2009

Senza parole

Ho aperto lo sportello della macchina e non ti ho visto. Avevi una rosa rossa in mano, e mi sono stupita.

Tu con una rosa in mano.

In un anno e mezzo non mi hai mai regalato dei fiori.

E il tuo viso tenero mi ha paralizzato e fatto dire solo “stupido”.

Sembrerà banale, ma non sono riuscita a dire niente. Ho portato la rosa a casa e non l’ho nemmeno guardata.

E’ bello emozionarsi in questo modo, e non mi capita spesso di non trovare le parole giuste da dire al momento giusto.

E’ stata una giornata bellissima. Bellissima, e inaspettata.

Ancora oggi non riesco ad esprimere quello che ho provato.

 

E dire che di solito non sono così romantica!

regalo inaspettato

ottobre 10, 2009

Non sempre si può

... perchè spesso SCRIVERE diventa un peso.