Archive for aprile, 2009

aprile 21, 2009

Amo le differenze

Spesso la vita ti obbliga ad avere termini di paragone.

Ogni contesto è quello buono per assomigliare una cosa ad un’altra, una persona, un carattere, un ragazzo, un’amica … ogni momento della giornata puoi essere tentato di fare un confronto, che sia rispetto ad un momento già vissuto, che sia rispetto a qualcosa di più tangibile.

Spesso la tentazione è così forte che non puoi farne a meno.

Spesso sei costretta anche se non vorresti.

Oppure capita che non te ne accorgi nemmeno.

Ebbene, a me i paragoni non sono mai piaciuti, e con questo non penso di essere speciale.

Sin da piccola sono stata abituata ad essere messa in continuo confronto con qualcuno a cui volevo molto bene, e questi esami erano opprimenti e frustanti. Ho trascorso tutta l’adolescenza con regali identici per non fare “danni” a nessuno, e sono scappata da quella vita opprimente con talmente tanta forza da pagarne ancora oggi le conseguenze.

Forse sono i tanti anni passati in questo stato d’infelicità, o il mio carattere testardo … forse è l’influenza di mio padre, che tutt’ora continua a ripetermi di non guardare mai quello che hanno gli altri, ma di pensare sempre a quello che posso costruirmi da sola, ed esserne contenta, senza gelosie e invidie.

La conseguenza di tutto questo è che non sono gelosa di nulla, e vado dritta per la mia strada senza assecondare le tentazioni.

Non ho mai paragonato il mio stile di vita con quello di una mia amica, o messo a confronto tutti i vestiti che lei si poteva comprare e io no. Per questo ho sempre accompagnato chiunque a fare shopping, e insieme abbiamo passato una serata divertente.

Non ho mai paragonato le conquiste maschili che io non ho avuto, ne ho sempre riso. E più di una volta ho pensato che mi piaceva non essere corteggiata, perché loro avevano più problemi di me, e io nessuno.

Mi sono scontrata con coinquiline geniali che si sono laureate con 110 & Lode, e mangiatrici di uomini che con uno sguardo stendevano ogni essere maschile … e che dire dei colleghi nullafacenti che poi andavano all’esame e facevano un’ottima figura? E le persone disoneste che durante il servizio civile volevano fregare tutto e tutti?

Io penso alla mia stanza, piccola come me … penso a quanto mi fa stare bene stare da sola, e a quanto sono soddisfatta di tutto quello che ho ottenuto nella mia vita. Penso alla felicità per tutto quello che ho, e non m’interessa di quello che mi manca, perché non credo di averne bisogno.

… e sono così serena e pacifica che i paragoni, oggi, mi danno la nausea!

AMO LE DIFFERENZE.
aprile 13, 2009

il silenzio può avere un suono così forte.

Ascolto la canzone di Beyoncè, Ave Maria … una canzone poetica, in cui è racchiuso il senso della vita …

… Lei era persa fuori al buio, senza guida. So quanto costa una sconfitta, non avrei mai pensato che la grazia di Dio fosse così grande … e ho sentito questa voce dentro, Ave Maria …

Sono stata sola anche quando ero circondata da amici, come può il silenzio avere un suono così forte?

Il silenzio accende l’animo inquieto che ha bisogno di risposte …

Il silenzio esalta la serenità di un momento, come se non ci fossero parole per descriverlo ….

… Vado a casa sapendo che ho te … ci siamo noi quando le luci si spengono. Tu sei il mio paradiso sulla terra, sei la mia fame, sei la mia sete … ascolto sempre questa voce dentro, che canta Ave Maria …

Accettare l’amore, e tutto quello che hai dare … sentire  la voce che grida dentro te …

Anche se … a volte l’amore può arrivare e sorpassarti, mentre tu sei occupato a fare altri piani. Improvvisamente ti colpisce e  tu realizzi che non è più tra le tue mani

 

E in quell’istante il silenzio può avere un suono così forte ….

aprile 8, 2009

La cura …

Quando ballavo bastava sentire la musica e scacciavo i pensieri cattivi. Chiudevo gli occhi e mi lasciavo trasportare da quello che sentivo nel momento, e non importava se era una canzone triste o ritmata, ero felice di lasciarmi andare.

… e ogni tensione o ansia mi sembravano più leggeri …

Aspettavo il fine settimana per uscire con Claudia, e anche se non c’eravamo sentite sapevamo entrambe la meta delle nostre nottate. Eravamo sicure che il nostro programma aveva un desiderio comune: BALLARE!!!

In quegli anni tante cose non andavano nella mia vita: vivevo a Sassari e c’erano problemi quotidiani con la coinquilina-amica, mi sentivo sola e priva di fascino caratteriale, le giornate erano annebbiate dai miei continui mal di testa … e lo studio, le mancanze …

Vivevo in un mondo che ora non mi appartiene più, ma da quel mondo ne ero affascinata e logorata!

… eppure ero felice perché bastavano quei sabati per far sparire la malinconia …

E mi DIVERTIVO …  nessun malumore, nessuna tristezza o preoccupazione avrebbe intaccato la nostra amicizia e quella vita che condividevamo.

… e ridere delle persone buffe che si scatenavano sul cubo …

… e incontri poco piacevoli che ci facevano sorridere …

Noi, intoccabili contro tutti … beffarde con gli atteggiamenti, e complici di scherzi non capiti …

 

Quel periodo mi faceva stare bene, e ora lo rimpiango.