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aprile 17, 2011

Quello che eravamo

Di, nelle tue preghiere, Michel, che solitudine, desiderio e nostalgia sono al di là di ciò che possiamo sopportare. Ma senza di essi siamo spenti.

La scatola nera
Amos Oz

La mia domenica è stata veramente in

Rivedere un’amica dopo mesi che non stavamo insieme ha fortificato tutti i miei pensieri.
… perché puoi stare senza una persona anche per mesi, ma se poi quando hai bisogno lei c’è, se poi il vostro legame è ben saldo e vi volete veramente bene, nulla si cancellerà, nulla vi porterà via da quel momento magico e sano.

Siamo state bene nel divano di casa ad alternarci tra le tante cose da dire, a raccontarci le ultime novità delle nostre vite sempre frenetiche e all’apparenza un po’ piatte, di due brave ragazze che hanno fatto sacrifici per essere titolate e che possa sembrare che si siano accontentate, di due ragazze che stanno crescendo insieme e si sono conosciute per il loro animo volontaristico, e ora fanno i conti con una vita diversa, senza quasi più niente di quello che avevano prima.
Due ragazze dal viso stanco ma puro, con sogni sempre conservati nel cassetto e passioni vive di cui parlare, con lacrime trattenute al pensiero di chi prima era qui con noi e ora non fa parte di quel trio tanto saldo quanto vero.

In queste poche ore di questa domenica ormai passata mi sento quasi in un limbo ingiusto in cui mi fa male pensare al mio passato recente fatto di condivisioni con persone che amo.
E allora spesso vorrei chiudere tutto a chiave, che occhio che non vede cuore non duole, che anche una foto mi ricorda quanto sarebbe bello abbracciarsi e scherzare insieme. ORA.
Mi sono sentita bene a passare il pomeriggio a ricordare ciò che eravamo, a parlare delle novità e di quello che siamo diventate ora con i nostri presenti e i nostri affetti  a volte poco palpabili, con i nostri acciacchi da trentenni sempreverdi.

Capitasse più spesso sarebbe inverosimile.
Ma oggi so che sono pronta per incominciare una nuova/lunga settimana di fuoco.