Archive for novembre, 2008

novembre 21, 2008

Percorso di pace …

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Molti giorni mi sembra di essere diventata un’altra persona. È come se avessi lasciato al passato le mie insicurezze, i pessimismi su ogni cosa. È come se durante quest’anno abbia fatto un viaggio sena ritorno, e ora questo viaggio sta terminando.

… un percorso difficile e astioso, ricco di pianti soffocati e ingenuità perse …

Prima leggevo un libro che mi ha regalato una donna molto speciale. L’autore ha scritto la sua dedica sulla prima pagina:

 

“A Eleonora,

grafica nel profondo dell’animo, impegnata nel servizio civile nazionale; operatrice di comunicazione: cosa vuoi di più, cara Eleonora?

Un grande augurio di un percorso di pace

Alberto Trevisan”

 

Il mio percorso di pace … mmm …. Esiste davvero? Durante questi mesi ho scelto la strada giusta? In questo mi sento cambiata.

… e scrollarmi di dosso tutte le bontà che vedevo sugli altri, e tirar fuori lati del carattere che mi piaceva conservare dentro … e tante scommesse con me stessa; a volte vinte e altre perse … e quanta stima verso le persone che sono entrate nella mia vita.

In queste giornate di pausa e tensioni, mi viene il desiderio di riflettere su quella che sono diventata.

 

È questo il mio percorso di pace?

 

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novembre 8, 2008

Tornare indietro…

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Ieri è finito il calvario della formazione per il servizio civile. Abbiamo fatto l’ultimo incontro di sette ore. Sette ore pesanti circondate da un alone d’ignoranza e immaturità. Se non fosse per questo mio carattere polemico e testardo avrei potuto trascorrere quelle ore in assoluto silenzio, e invece … beh immaginate. 

A parte le incomprensioni tra ragazze l’insegnante ci ha dato una consegna narrativa su cosa è stato quest’anno di servizio civile. Riporto qui il mio tema, perché ora non troverei altre parole per raccontare questa mia esperienza.

… Si accettano scommesse che io possa cambiare idea … 

 

Immagina di rivolgerti allo stesso amico a cui all’inizio di questa esperienza avevi descritto ciò che ti aveva portato a fare la scelta di compiere il servizio civile, e di raccontargli come si è concretizzata questa esperienza (impegno, soddisfazioni, difficoltà) e che cosa pensi ti possa rimanere, ora che stai per terminare. 

 

Ricordi di cosa parlavamo l’anno scorso? Dovevo cominciare una nuova esperienza, svolgere il servizio civile. Il mio primo giorno era il 3 Dicembre, e noi il giorno prima abbiamo organizzato una cena in pizzeria di buon augurio.  Aspettavo mesi il giorno d’inizio, e poi? Sono entrata a far parte non di un progetto nazionale, ma di un’associazione che mi ha accolto a braccia aperte, un’associazione che fin da subito mi ha voluto bene.  

Ricordo di quando ti raccontavo il perché di questa mia scelta. La mia tanta voglia di sperimentare un settore nuovo, il desiderio di cambiare la mia quotidianità e non da ultimo inserirmi in un contesto semi-lavorativo che mi aprisse porte e speranze.

Mai avrei pensato di uscirne cambiata, per certi versi fortificata e per altri disillusa; forse migliorata.  Mai avrei creduto di riuscire ad andare d’accordo con tutti i volontari della bottega, instaurare un rapporto di stima e amicizia. Io che mi arricchisco tra gli scambi generazionali con il servizio ne ho avuto ulteriore conferma.

E sarebbe scontato dirti delle nuove cose che ho appreso, perché ogni cosa, anche servire un cliente o starci a chiacchierare per scambiare opinioni, ha arricchito le mie conoscenze, ha colmato le mie difficoltà. Sarebbe ancora più scontato parlarti della mia continua voglia di autocritica, sia lavorativa sia umana.

Con questo non voglio dirti che ogni cosa del mio servizio civile sia andata bene, e ora che siamo nuovamente sedute a cena per la fine del mio percorso te ne parlo con serenità.

 

…. Che su ogni gioia vissuta si perde una lacrima che ti resta dentro, ma questo è importante che ci sia …

 

E le delusioni, le disonestà, ogni scorrettezza che non pensavo di dover sopportare, ti rovinano una giornata, o ti fanno svegliare al mattino con il desiderio di non continuare. In certi momenti, ti confesso  mi sono sentita vuota, mi sono sentita ferma in un punto senza muovermi né avanti né indietro.

… che se non puoi sempre migliorare anche se peggiori ti sei comunque spostata dal punto.

In questi momenti ho avuto paura di essere regredita, e pensavo: che sto facendo del mio tempo?

Ora mi rendo conto che il vuoto era soltanto immaginario, e che qualsiasi cosa di questa mia esperienza ha avuto un senso. Il senso di crescere e valorizzare i miei pregi, confrontarmi con persone differenti da me, con altri vissuti e percorsi di vita.

Tutto il servizio civile ha avuto il senso di mettere in discussione  ogni mio difetto nascosto, rabbie represse e inscovabili, lacune emotive, scambi interpersonali.

E sai bene, perché mi conosci, che potrei continuare a parlarti di questo anno per tutta la cena. Ti annoieresti, vero? E forse non ti verrebbe voglia di prendere il mio posto.  Non scoraggiarti amica, ti racconto solo il bianco e il nero del mio percorso, e se vorrai le sfumature che stanno nel mezzo le dovrai capire tu. Mettici il tuo impegno e fai che quest’anno rappresenti per te qualcosa di reale, perché volere è potere, e sono convinta ci riuscirai.

Ora sono felice di terminare la mia esperienza, perché ogni cosa ha la sua fine, ma ciò di cui più m’importa è che durante questo servizio civile non abbia perso nulla, ma al contrario abbia arricchito la mia vita in ogni contesto.

E ho la voglia di ricordare solo i momenti positivi di tutto questo, perché di quelli negativi ne ho già fatto tesoro, e ora posso pure scacciarli via.