Archive for ‘qualcosa di me’

dicembre 26, 2010

Una moleskine per natale

Il natale è una festa deliziosa, sì.
Ci si coccola in famiglia, si capisce cosa ci rende felici e di cosa invece puoi fare a meno.
… perché è superfluo o perché anche se è importante non riesci a perdonare, a superare un rancore …
È una festa che da sempre mi fa sentire più ottimista, più speranzosa. Perché non credo che esista soltanto la bella faccia, il consumismo e l’ipocrisia. Io non credo che il natale sia solo questo. Per me significa amare la mia famiglia, spiare la faccia di mia madre mentre scarta il regalo che chiede da mesi, vedere mio fratello che organizza finti regali e sorprese ad effetto, fare una lista di libri da aggiungere alla mia collezione, pranzare con i famigliari acquisiti e fare gli auguri a due parenti contati. È uscire per le strade del mio paese e ascoltare le voce dei passanti, i loro sorrisi, i loro pacchetti.
Il natale per me è nascita. La nascita di del Signore, un amore che cresce, un’amicizia che si coltiva da tempo.
 
In questi due giorni di festa avevo intenzione di fare tante cose. Non ho fatto la metà delle cose a cui avevo pensato. Ho visto chi volevo vedere, aspetto chi non è qui con me, chi mi fa sentire la sua mancanza ogni minuto. Nel mentre penso alla mia vita, quella di ora, fatta di attimi da non perdere e destini che si prendono gioco dei miei sogni.
Rifletto su un lavoro, il primo, che comincerò domani, per poco tempo sì, ma comunque importante. Penso a questo pezzo di vita festiva in cui lavorare per la prima volta da laureata equivale a piegarsi, ad accontentarsi per qualsiasi cosa, a vivere nel limbo.
Un natale sereno, di speranza, in cui ci si sente fortunati ma allo stesso tempo ci si abitua a tenere da parte i propri sogni, a non scartarli.
 
Il natale è ricevere la mia prima moleskine e aspettare con ansia che arrivi gennaio per poterci scrivere sopra. Per poterci, almeno lì, scrivere i miei sogni.

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giugno 30, 2010

Lontani, ma vicini

[…] Venivano dai due più lontani estremi della vita, questo è stupefacente, da pensare che mai mi si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l'universo, e invece nemmeno si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo è il meraviglioso – questo continuerebbe a raccontare, per sempre, perché nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi, mai – lontani abbastanza – per trovarsi – lo erano quei due, lontani, più di chiunque…


Oceano Mare

Dedicato …

giugno 6, 2010

L’amore non è bello se non è litigarello.

C’è un vestito che mi cerca. Mi guarda. Mi aspetta.
E’ bianco e nero, i colori della mia vita. 

SEVENTY_DonnaIl bianco dei miei sogni, della mia ingenuità.
… del cadere dalle nuvole quando vengo presa in giro, delle battute maliziose che puntualmente non capisco. 
Le parti bianche del vestito sono il mio ottimismo sempre e per sempre. Sono tutto quello che ho di buono.

Il nero fa parte delle incertezze.
… di tutte le rivincite mancate e delle soddisfazioni non prese. Il nero delle lacrime “spese” e a volte vendute per poco. 
Il nero della sensibilità proibita.

E’ un vestito che sa di speranza. L’ho misurato, scelto, indossato per pochi istanti.
Un colpo di fulmine arrivato al cuore, immediato.
Un vestito comprato e poi nascosto.

Non è superstizione, NO!
E’ solo paura.  Paura che se lo vedo lì ogni volta che apro l’armadio l’adrenalina e il cuore inizia a battere forte.
E magari ci resto pure male se salta tutto.

Ed è meglio che quel vestito non sia vicino a me, anche se mi cerca con forza.
Sento i suoi occhi su di me, ma non vincerà lui.
Anche se è amore. 

marzo 28, 2010

Il cervello sciopera

Le persone che amiamo, che frequentiamo continuamente, che incontriamo abitualmente, crediamo di conoscerle; ma cosa sappiamo veramente di loro? Quasi niente, in realtà …

P. Assouline, La cliente

Ho perso la cognizione del tempo. Mi sembra che questi mesi siano trascorsi senza di me.
Febbraio è stato un mese intenso tra esami e scadenze da rispettare, e ora mi chiedo come ho fatto a preparare gli ultimi tre esami, la partecipazione al concorso Bocconi e uscire senza troppi problemi.
È stato un mese di film visti al cinema, una serata al circo senza pagliacci e sfilate di carnevale con maschere che si divertivano e io che guardavo invidiosa.
Sono stati giorni ansiosi per via degli esami che non mi facevano dormire, ma anche giorni in cui ho letto tanti libri che ora tengo nel cuore. 

Sono riuscita a rispettare la promessa di estendere i miei gusti letterari su nuovi versanti – sconosciuti e amabili – e nello stesso tempo è stato bellissimo preparare il progetto per il concorso Bocconi. 
Poi la vittoria, la sorpresa, la cattiveria di chi si vuole prendere meriti che non ha.


mandorlo

È arrivato Marzo e di primavera nessun profumo.
Ogni mattina uno stage poco soddisfacente, ma comunque utile per imparare qualcosa.
E di nuovo l’ansia per l’ultimo esame da sostenere, la voglia di finire, tutti i momenti mancati.
I turni persi in bottega e i pomeriggi a casa di Luisa impegnandoci per non fare merenda. Poi la visita medica e un esito inaspettato, non voluto, debolmente scacciato dalla mente con uno sfrenato ottimismo.
In questi due weekend è stato un sollievo non mettere la sveglia, perché non capitava da lunghi anni.
Le settimane di marzo sono state più leggere perché ho "finito" di studiare, ma non lo sono state tra visite, risonanza, dolori che hanno rovinato tutto, e hanno permesso al tempo di correre troppo veloce.

Ora arriveranno altri mesi importanti e mi chiedo perché non li aspetto e mi sento indifferente a tutto ciò che mi circonda.

È ufficiale che ho spento il cervello, per tutto e tutti.

 

marzo 2, 2010

[forse] un sorriso

Sono stati giorni interminabili.

Ansia, angoscia, tristezza.
Penso ad ogni ora di questa settimana e mi viene da chiedermi: perché?

… che non c’è bisogno di conoscere bene le persone per sapere che, se possono, ti fregano.

… che è una battaglia a chi ti spinge più in fondo, e anche se combatti e resisti non ci sono alternative.

E allora conviene arrendersi, perché non importa se “hai perso”. Ciò che conta è avere la coscienza pulita.

È una magra consolazione, forse.

È sentirti comunque impotente e “stuprata” dei tuoi sentimenti.
Consumarsi dentro non serve, ma non si può costringere il cuore di smettere di stare male.

Perché questi sono stati giorni interminabili.

Rabbia, voglia di vendetta.

… che devo obbligarmi a prendere soddisfazioni che non ho mai voluto …

… che di solito la calma mi appartiene …

In questi giorni sono crollate le sicurezze, la forza e i sorrisi.

Mi sono sentita annientata, annientata dalla cattiveria.

E ingiustizia, sopraffazione, incredulità.

Giorni interminabili.  Si.

E’ la parola appropriata per il mio stato d’animo.

Avevo dimenticato cosa significa non prendere sonno per colpa dei pensieri, aver paura di svegliarsi il giorno dopo.
Avevo dimenticato cosa significa sentirsi spoglia di buoni propositi.

Rassegnazione, amarezza, arresa.

 

Momenti ad aspettare l’ennesimo messaggio con l’ennesima cattiva notizia. E tutto per cosa? Per sporcare una “vittoria” meritata e giusta, fatta di verità.

Tutto per arrivismo, inganni, sete di invidia.

Giorni di pochezze difficili da scrivere.


Ma [forse] un sorriso.


Oggi rivedo il sereno e prendo in mano la mia serenità di sempre. Rido con la mia famiglia per battute complici.

 

Chiudo questo cassetto e gioisco di stare in piedi.

Fiera.

gennaio 10, 2010

Tirare le somme.

Il 2009 è finito velocemente e non lo rimpiango.

Ẻ stato un anno in cui mi sono messa in gioco. Dopo il servizio civile i ritmi e la quotidianità sono cambiati. Gli anni vissuti a Sassari, con giornate trascorse a studiare, non facevano più parte di me.

Il servizio civile ha spezzato la catena della mia vita, ha fatto sparire le certezze che da tempo avevo creato come barriera verso l’esterno. Le emozioni contrastanti lasciate in eredità da quella esperienza si sono materializzate con maggior impeto, ma dire che sono diventata una persona diversa e che sono cambiata sarebbe davvero troppo banale.

Ad ogni modo il vecchio anno è cominciato con e come una sfida. Il desiderio di non sprecare il tempo “perso” è stato un chiodo fisso, e i primi mesi li ho cullati di rivendicazione su me stessa.

… che non c’è soddisfazione più grande di ricrederti sulle tue possibilità ….

Ho lottato, faticato, sopportato; ma a luglio ho sorriso dopo aver dato cinque esami in cinque mesi. Non c’è stato tempo libero, né uscite extrascolastiche. Sono stati mesi con il fiato sospeso tra viaggi quotidiani in pullman e panini in un’aula fredda e astiosa. … e vedere colleghi che ti guardano pensando che sei un mostro indifferente ad ogni cosa.

Ẻ stato un 2009 vissuto di spasmi e respiri forti, di disavventure e grandi “guadagni”.

E delusioni che mi hanno fatto sentire sempre più indifferente, amicizie che sono diventate conoscenze frivole e persone ritrovate che continuano a scaldarti il cuore, anche se le vedi poco.

 

Un 2009 essenziale.

 

E poi sono successe mille cose, anche se veloci. La giornata a Bonifacio è stata indimenticabile e mi piacerebbe tanto ritornarci.

Il viaggio-studio che ho vinto ad ottobre lo sento ancora nell’aria. Non era la mia prima volta ad un convegno, ma quello di Bologna è stato tra tutti il migliore a cui ho partecipato.

E il festival della creatività di Firenze ha aperto dentro me scintille e desideri passati.

 

A tirar le somme potrei continuare per raccontare di ogni momento vissuto, ma non basterebbe.

Non rimpiango il 2009, perché ripeterlo sarebbe davvero troppo. Mi piace ricordarlo così, tra un sorriso e una lacrima … che la via di mezzo qualche volta è significativa ….  

 

buoni propositi

E per i buoni propositi del 2010 ci sto lavorando, ma anche no.

 

dicembre 24, 2009

I miei auguri

buon_natale

novembre 28, 2009

# dei tempi andati

Vorrei scrivere ogni giorno ….
Vorrei averne il tempo.
… e immergermi in tutti i siti in cui sono iscritta, in tutti gli account che ho creato per motivi differenti.
Perché a controllare soltanto mi sento un’ospite di me stessa.
 
In questo periodo è già tanto se riesco a collegarmi ad internet.
Sto preparando un esame sull’interaction design e il web 2.0, e la prof ha pensato di farci pubblicare ogni lavoro, esperienza, o caso di studio su un blog.
Comico, vero?
Devo usare i blog per studiare. Eppure dovrebbe essere tempo libero.
Ora ogni cosa si rovescia, ogni momento della mia vita diventa ibrido.
Ẻ come sentirsi spoglia di idee, e per me è strano.
Non vedo l’ora di scrivere per il piacere di farlo, e non perché mi è stato commissionato, richiesto, ordinato. NON VOGLIO SCRIVERE per dovere, mi fa sentire “schiava”, incatenata a qualcosa da compiere.
NON VOGLIO SCRIVERE per gli altri.
Punto.
 
Voglio essere scalza & libera come sono sempre stata!

novembre 7, 2009

Senza parole

Ho aperto lo sportello della macchina e non ti ho visto. Avevi una rosa rossa in mano, e mi sono stupita.

Tu con una rosa in mano.

In un anno e mezzo non mi hai mai regalato dei fiori.

E il tuo viso tenero mi ha paralizzato e fatto dire solo “stupido”.

Sembrerà banale, ma non sono riuscita a dire niente. Ho portato la rosa a casa e non l’ho nemmeno guardata.

E’ bello emozionarsi in questo modo, e non mi capita spesso di non trovare le parole giuste da dire al momento giusto.

E’ stata una giornata bellissima. Bellissima, e inaspettata.

Ancora oggi non riesco ad esprimere quello che ho provato.

 

E dire che di solito non sono così romantica!

regalo inaspettato

ottobre 18, 2009

L’arte è arte!

Festival della creatività? Wonderful.